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| Torna all'elencoGoverno - Via libera al ddl contro la prostituzione

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge “Misure contro la prostituzione”, firmato Mara Carfagna.
Il disegno di legge introduce il reato di prostituzione in luogo pubblico e stabilisce multe da 200 a 3 mila euro e arresti da 5 a 15 giorni per "chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, esercita la prostituzione o invita ad avvalersene". Dunque non solo le lucciole rischiano ma anche i clienti.
"Con l′introduzione del reato di prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico - spiega la relazione tecnica allegata al ddl - si mira ad eliminare la prostituzione di strada, come fenomeno di grave allarme sociale e contemporaneamente a contrastare lo sfruttamento della stessa, in quanto è soprattutto in luogo pubblico che si perpetrano le più gravi fattispecie criminose finalizzate allo sfruttamento sessuale".
Attenzione anche alla prostituzione minorile. L’articolo 2 del decreto colpisce chiunque compia atti sessuali con minori. Si punisce chi recluta o induce alla prostituzione minori o chi ne trae profitto. Carcere da 6 a 12 anni e multe da 15 a 150 mila euro per gli sfruttatori. Per chi compie atti sessuali con minori di età tra 16 e i 18 anni è prevista la reclusione (da 6 mesi fino a 4 anni) e una multa che potrà oscillare tra i 1500 e i 6 mila euro.
I minori stranieri che esercitano la prostituzione potranno inoltre essere rimpatriati. Carcere tra i 4 e gli 8 anni anche per i promotori e gli organizzatori di associazioni a delinquere finalizzate allo sfruttamento della prostituzione, mentre la reclusione andrà dai 2 ai 6 anni per i partecipanti.
L. R.

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Commenti
Vendere il proprio corpo a fini sessuali è una scelta che deve essere fatta liberamente tanto quanto quella di vendere il proprio corpo stando attaccati ad una catena di montaggio in fabbrica. Chi non vuole farlo cerca di innalzare il proprio livello specializzandosi per fare lavori meno gravosi, ma alla fine comunque qualcosa di se vende sempre.
Allora, come dicevo all′inizio, smettiamola di metterci le fette di salame sugli occhi. Regolamentiamo la prostituzione sessuale, come regolamentiamo qualsiasi attività dell′essere umano. Vietare è facile; gestire, regolamentare, organizzare richiede competenze, coraggio e voglia di fare. Purtroppo si lasciano questioni così delicate nelle mani di incompetenti senza esperienza e questi sono i riultati. Un bel divieto che sarà rispettato da ben pochi mentre gli altri si organizzeranno con pali e vedette per scomparire all′istante in caso di controlli. Questo non farà altro che aumentare le tariffe o peggio la tangente che i protettori carpiranno alle prostitute.
Io ho votato questo governo e ne sono fiero, però non posso essere contento di questo provvedimento assolutamente fuori dai tempi, cieco, inconcludente che non risolve il problema ma stimola la fantasia per trovare il modo di aggirarlo.
Regole, non divieti!!!!
Scarso anche il giornalista che non si accorge di fare il consueto copia-incolla con un′affermazione falsa.
Se poi anche Tu che leggi non ne rilevi la falsità, allora non vale nemmeno la pena che perda altro tempo a scrivere questo testo.
Saluti
Fra
Saluti
La voce delle schiave costrette a prostituirsi
NON SIAMO PROSTITUTE MA SCHIAVE, DOBBIAMO PAGARE MULTE E FINIRE IN GALERA PER QUESTO…
Se non portiamo soldi i nostri sfruttatori ci menano e a volte ci ammazzano. Se ci ribelliamo possono fare del male alle nostre famiglie. I trafficanti hanno già organizzato tutto, hanno case e locali dove costringerci alla prostituzione. Ora sappiamo che un poliziotto che si avvicina a noi in strada, vuole multarci e arrestarci, non ci aiuterà mai a tirarci fuori. Il Governo ha deciso che non siamo vittime, ma delinquenti e da tanto tempo se chiediamo ad una comunità di accoglierci ci danno questa risposta: non c’è posto. Dove andiamo per dire basta? Dove andiamo se per avere aiuto vogliono che noi denunciamo i trafficanti e finisce che loro stanno fuori, come adesso, e che in galera ci andiamo noi. Noi chiediamo allora che il governo e chi può fare qualcosa lo dica chiaro: le vittime della tratta non sono prostitute. Ma non vedete queste cose? Non vedete che ci ammazzano e che solo da Pasqua a Ferragosto hanno ammazzato dieci di noi in giro per l’Italia? Diteci, almeno, che cosa dobbiamo fare per tirarci fuori dalla schiavitù, non aggiungete terrore al terrore. Non saremo libere neanche nei locali chiusi. La sola differenza è che nessuno vedrà quel che accade. Abbiamo paura.
e la voce dei clienti
MULTATECI E BUTTATECI IN GALERA, MA LIBERATE LE SCHIAVE, SALVATE LE VITTIME DELLA TRATTA
Noi clienti ed ex clienti di prostitute siamo cittadini italiani e abbiamo maturato la consapevolezza che il maggior numero delle ragazze che si prostituiscono nelle strade e nei luoghi chiusi, NON SONO DELLE PROSTITUTE LIBERE MA DELLE SCHIAVE. Questa consapevolezza ci ha spinti a riflettere sui nostri comportamenti e a cercare per i nostri problemi di carattere affettivo, sentimentale, sessuale, relazionale, risposte diverse dall’avvicinare delle prostitute. Siamo una rete che spinge chi ne ha bisogno ad entrare in auto-mutuo aiuto o addirittura in terapia, ma siamo anche persone normalissime capaci di scelte positive. Chiediamo al Governo di promuovere campagne e iniziative rivolte ai clienti, poiché le multe non servono a nulla. E, soprattutto, non serve a nulla criminalizzare le vittime della tratta costretta a prostituirsi, trasformando la loro condizione di clandestine e prostitute in un reato. Se le vittime della tratta non saranno più in strada, saranno costrette a prostituirsi in luoghi chiusi, dove saranno ancor più schiavizzate e nessuno le potrà avvicinare per proporre e offrir loro una via di uscita… solo i clienti potranno ancora farlo.
Associazione vittime ed ex vittime della tratta e Associazione clienti ed ex-clienti – Rete di auto-mutuo aiuto del Progetto la ragazza di Benin City
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