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FROSINONE
03.08.2004
Quale futuro per i 2.200 Lsu della Ciociaria?

La Regione Lazio, formalizzando la 16° proroga al 31/12/2004 per tutti gli enti che hanno lavoratori impegnati in attività socialmente utili (ASU), ha esteso la stessa fino a giugno 2005 (anno di elezione alla Regione!) a patto che gli enti entro il 15 ottobre 2004 ne facciano richiesta rispettando le seguenti condizioni: ricadano nell′obiettivo 2 della UE, siano strutturalmente deficitarii, abbiano stabilizzato per il 2004 il 30% degli LSU in utilizzo, abbiano avviato forme di stabilizzazione per almeno il 30% degli LSU in utilizzo, versino in situazione precarie
Il 15 ottobre quindi diventa un importante spartiacque per capire quello che possono o vogliono fare gli enti rispetto alle soluzioni da adottare per trovare finalmente una strada per il riconoscimento del lavoro di ancora migliaia di LSU.
Si attende quindi una iniziativa da parte degli enti che, si spera, vada verso un riconoscimento del lavoro svolto da parte degli LSU, cioè il mantenimento del lavoro avviato e dei servizi che hanno contribuito a mantenere. Cassino, Ceprano, Ceccano, tra gli altri hanno dimostrato che l′assunzione in pianta organica non è una chimera. Altri enti hanno deciso di affidare alcuni loro servizi, con annessi LSU, a grosse società esterne (leggi GAIA) anche se con alcune perplessità da parte di LSU.
La stessa multiservizi Frosinone SPA che ad un anno dagli impegni di Frosinone, Provincia e Alatri ancora non ha una definizione chiara, si prospetta come una possibile soluzione con, alla partenza, l′impiego di 218 LSU su 573 oggi impiegati e, a regime, nel 2009, di altri 35.
A Frosinone sarebbero impiegati 142 su 234 LSU (altri 29 entreranno nella società tra il 2006 e il 2009), 52 su 107 del comune di Alatri (altri 6 si aggiungeranno nel 2006) e 24 su 232 (leggete bene) della Amm. Provinciale.
Nel frattempo le amministrazioni, come quella di Frosinone, alla faccia degli accordi presi per la multiservizi, corrono veloci verso altre privatizzazioni, affidamenti, project-financing, insomma regali di servizi pubblici ai privati. Se si guarda ai soli servizi dove gli LSU sono impiegati, il servizio verde è in continua emorragia; gli appalti a ditte private aumentano di giorno in giorno, quando appena un anno fa l′intero servizio era organizzato con decine di LSU. La segnaletica orizzontale in questi giorni è appaltata all′esterno; l′asilo nido di via Portogallo è affidato, guarda un po′, al consorzio Parsifal.
Il lungo elenco di esternalizzazioni e di disprezzo della cosa pubblica e dei lavoratori che vi hanno reso gratuitamente il servizio per anni non è altro che il normale e ripetuto atteggiamento di completa svendita della cosa pubblica a privati potenti e danarosi.
La Regione Lazio con la società mista Territoriale Lazio Spa, di cui la Regione con PROTEO è socia al 51%, è costituita con delibera di dicembre 2003, gestirà attività e servizi consistenti in interventi diretti alla salvaguardia, tutela, mantenimento, conservazione, valorizzazione e sviluppo sostenibile del patrimonio ambientale regionale con particolare riferimento alle aree naturali protette). Tale società non è ancora partita e quindi non ha ancora assorbito alcun lavoratore al proprio interno.
Tale società, che ancora deve trovare il partner che copra il 49% della società, prevede l′occupazione di 800 persone che rientrano nell′elenco della L.R. 21/01 (550 saranno comunque LSU) dell′intero bacino regionale che conta circa 4500 LSU. Il numero degli LSU impiegabili in tale società nella provincia di Frosinone non supererà le 200 unità sui 2000 presenti.
Se circa 700 LSU potrebbero andare a contratto entro qualche tempo, per più di 1500 persone rimaste quale futuro si prospetta?

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