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| Torna all'elencoIstat - Spesa sociale in lieve ma costante aumento

Il 19 aprile l′Istat ha diffuso i dati del 2008, realativi agli interventi e i servizi sociali dei comuni singoli e associati. Le statistiche elaborate riguardano appunto la spesa sociale in italia. Si è analizzata la gestione della spesa, per il 75% in mano ai comuni, e le tipologie di intervento sociale (povertà, famiglie, minori, servizi assistenziali domiciliari, anziani), di cui gli stessi comuni si fanno carico con risorse proprie. Evidente la differenza tra Nord e Sud-Italia in termini di risorse, gestione e strutture, con le regione del Meridione che si attestano agli ultimi posti. Nel 2008 i Comuni italiani, in forma singola o associata hanno destinato agli interventi e ai servizi sociali 6 miliardi e 662 milioni di euro, corrispondenti ad un +4,1% rispetto al 2007, in linea con il lieve ma continuo incremento osservato dal 2003, primo anno in cui è stata condotta l’indagine, e rispetto al quale l′incremento complessivo della spesa sociale è del 28,2%.

In rapporto al Pil, la spesa locale per gli interventi e i servizi sociali passa dallo 0,39% del 2003 allo 0,42% del 2008. A livello nazionale il 38,7% della spesa sociale è investita nei servizi di supporto ed esigenze delle varie categorie di utenti, mentre il 34,5% è destinata al funzionamento delle strutture. La quota restante (il 26,8%) è destinata ai trasferimenti in denaro, erogati direttamente alle famiglie bisognose per finalità assistenziali o devoluti ai diversi enti che operano nel settore. I Comuni gestiscono singolarmente il 75% della spesa sociale, mentre il rimanente 25% è gestito in forma associata. Diversi tipi di enti affiancano o sostituiscono i Comuni nella gestione dei servizi sociali: gli Ambiti e i Distretti sociali gestiscono quote importanti di spesa in diverse regioni. I Consorzi gestiscono circa il 35% della spesa sociale in Piemonte e quote inferiori al 5% in alcune altre regioni (Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Calabria, Sardegna). Alle Asl è affidata la gestione del 31% della spesa sociale in Veneto, del 15% in Toscana, del 7% in Friuli-Venezia Giulia e meno del 2% in Piemonte, Lombardia e Umbria. Le tipologia d′intervento dei comuni si ramificano in diverse aree, tra cui famiglie e minori, disabili, anziani, immigrati. Nel 2008 la spesa dedicata alle famiglie con figli minori ammonta a 2,7 miliardi di euro, con un incremento del 7,7% rispetto al 2007, corrispondente ad una spesa media pro-capite di 115 euro. Gli utenti presi in carico nel 2008 sono oltre 677 mila, con una spesa media pro capite di circa 200 euro. La spesa per le politiche sulla disabilità nel 2008 ammonta a 1 miliardo 408 milioni di euro, +4% rispetto al 2007. Considerando l’insieme di servizi e interventi, la spesa media per ogni persona disabile residente in Italia è nel 2008 di 2.500 euro, anche in questo caso con forti differenze regionali. A livello nazionale le strutture residenziali per i disabili sono presenti nel 57,9% dei Comuni: solo l’11,4% dei Comuni del Sud presenta strutture comunali o convenzionate, contro il 95,1% del Nord-est e il 73,3% del Nord-ovest; i Comuni del Centro e delle Isole si trovano in una posizione intermedia, rispettivamente con il 50,3% e il 49,0%.

Nel 2008 la spesa sociale dei Comuni destinata agli anziani ammonta a oltre 1 miliardo e 400 milioni di euro, di cui il 49,7% è relativa a interventi e servizi, il 27,8% è erogata sotto forma di trasferimenti in denaro e il 22,5% è dato dai costi di gestione per le strutture comunali. Le risorse impiegate dai Comuni e dalle loro associazioni per i servizi erogati agli immigrati rappresentano il 2,7% della spesa sociale complessiva, per un valore di circa 181 milioni di euro, corrispondente a circa 50 euro l’anno pro-capite. Per la povertà e il disagio degli adulti, i comuni hanno speso complessivamente 510 milioni di euro, 14 euro pro capite, interessando oltre 104 mila famiglie. Gran parte della spesa riguarda i trasferimenti in denaro (56,8%) e principalmente i contributi economici per l’alloggio e quelli a integrazione del reddito familiare. Ai 6 miliardi e 662 milioni di euro a carico dei Comuni (o degli enti gestori da loro delegati), vanno in definitiva aggiunte le spese a carico degli utenti e le quote di compartecipazione pagate dall’SSN.

Su un totale dunque, di 8 miliardi e 712 milioni di euro di spesa impegnata, la quota pagata dagli utenti rappresenta il 10,7% a livello nazionale (933 milioni di euro), con valori crescenti da Sud a Nord della Penisola e molto variabili a livello regionale: si passa, infatti, da un minimo del 2% della spesa totale in Campania a un massimo del 30% nella Provincia di Bolzano. La spesa è finanziata per il 62% con risorse proprie dei Comuni, soprattutto al Nord ed al centro. Al sud invece, è maggiore l’incidenza del fondo indistinto per le politiche sociali e dei fondi regionali vincolati. Complessivamente, quindi, emerge una notevole importanza delle risorse proprie dei Comuni per la copertura degli interventi e dei servizi sociali realizzati sul territorio: i Comuni, che gestiscono il 75% della spesa complessiva, finanziano con risorse proprie circa tre quarti dei servizi offerti. Del rimanente 25% di spesa, gestita dagli Enti associativi, circa un terzo viene finanziata dai Comuni, con trasferimenti che provengono quasi interamente (per l’86%) dalle risorse proprie.
Fonte: Istat

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