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| Torna all'elencoToscana – Non autosufficienza, interviene PuntoInsieme

E’ operativo in Toscana il fondo per la non autosufficienza: 28 milioni di euro per la riduzione delle liste di attesa nelle Residenze sanitarie e assistite e per la presa in carico delle persone non autosufficienti. Il fondo punta ad aumentare il numero di utenti assistiti a casa propria (da 8.000 a 20.000) e a fornire contributi alle famiglie per permettere la regolarizzazioni di circa 5 mila badanti.
A segnare l’avvio del Fondo i diversi PuntoInsieme, sportelli in cui vengono raccolte tutte le domande provenienti dal cittadino, dalla sua famiglia, dalla rete informale ed istituzionale (ospedale, medicina generale) per attivare percorsi di valutazione e di predisposizione del piano assistenziale personalizzato.

Allo sportello c′è un operatore socio-sanitario che riceve la segnalazione dell′utente-cittadino e compila una scheda con tutti i dettagli sullo stato di salute della persona per la quale si richiede sostegno. Le richieste vengono poi esaminate dall′Uvm - l′Unità di Valutazione Multidisciplinare, un gruppo di esperti composto da un medico di distretto, da un assistente sociale e da un infermiere professionale. L′Uvm valuta le condizioni di bisogno dell′assistito e definisce il Pap - Progetto Assistenziale Personalizzato, ossia il pacchetto di prestazioni più appropriato in relazione alla condizione.
Per ogni Pap è nominato un responsabile, che segue il progetto in ogni fase ed è il referente per l′anziano e per i familiari, oltre a verificare eventuali nuove necessità. La procedure vengono svolte entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.
L. R.
Fonte: Superabile

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UN OPERAIO VENDE CASA PER PAGARE L′ASSISTENZA ALLA MOGLIE GRAVEMENTE MALATA-LA AREGIONE UMBRIA NON SOSTIENE LE FAMIGLIE CON PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI http://www.youtube.com/watch?v="IOwsTYEehXE"
Insieme alla banda dei sindacati ,la Lorenzetti ,Rosi e con la supervisione dell′ombra dell′ex (per nostra fortuna)ministro Ferrero, il giovane Assessore(originario di Terni) ha fatto eliminare l′assegno di cura ,appellando questo indispensabile strumento di supporto alle famiglie come un rimedio"ottocentesco".
Le famiglie che non hanno i mezzi per pagare le badanti sono costrette a relegare i propri cari malati nelle residenze gestite dalle solite cooperative .
Tutto ciò nel silenzio e la complicità della classe politica e sindacale della nostra Regione.
Il vizio di recludere chi da fastidio e non si può difendere è comune a molti regimi del passato ,ma qualche radical chic "de no arti" che poco ha respirato il fumo acre delle acciaierie ha una gran voglia di rinverdire la pratica .
La Regione dell′Umbria (incredibile ma vero) ha cominciato a render operativo il fondo regionale per la non autosufficienza . Dopo anni di riunioni, convegni, incontri, tavoli di concertazione, seminari e manifestazioni con associazioni di categoria la montagna ha partorito il topolino.
Quattro centesimi di stanziamenti, nulla a che vedere con le cifre indicate da Damiano Stufara, Assessore alle politiche sociali, bene che vada meno di 4 milioni di euro per il 2010 (a detta di un navigato funzionario dell′Assessorato alla sanità) contro i 114 milioni in 3 o 4 anni (a seconda dei comunicati stampa) indicati dal giovane Assessore.
Il giochino è presto fatto: per gonfiare ad arte le cifre, si sono ricompresi nel fondo regionale per la non autosufficienza anche i soldi dell′ADI. Avete presente quando vi operano in day surgery poi vi mandano a casa dopo un giorno? L′infermiere che viene a medicarvi o togliere i punti al vostro domicilio svolge un servizio erogato in regime di assistenza domiciliare integrata, ADI appunto.
Cosa centra con i servizi ed i contributi economici da erogare ai disabili, agli anziani non autosufficienti e ai loro congiunti che se ne prendono cura?
In gran parte la partita della non autosufficienza si gioca in capitoli di spesa con cifre ben più consistenti e a noi sconosciute, poiché nulla deve andare alle famiglie che ospitano i poveri anziani malati.
In alcuni casi le Regioni e gli Enti Locali pagano per le rette dei disabili ospitati nelle residenze fino a 9000, ripeto 9000 euro al mese! Quello che sta accadendo in Umbria e Toscana è assolutamente vergognoso.
Mentre le famiglie con persone non autosufficienti affrontano quotidianamente difficoltà e privazioni, i dirigenti di alcune delle cooperative che gestiscono le varie forme di residenzialità vanno in giro con auto di lusso.
I lavoratori d elle cooperative paradossalmente ricevono stipendi da fame! 700-800 euro al mese.
Se le famiglie, come accade in tutta Italia, ricevono gli assegni di cura, possono loro in autonomia avvalersi dell′aiuto di un collaboratore.
La Giunta regionale dell′Umbria governata dal centro sinistra ha eliminato l′assegno di cura in uso dal 2001 introducendo l′assegno di sollievo, fino a 50, ripeto 50 euro al mese!! Sembra una promozione di una compagnia telefonica.
Si può accedere a questo considerevole beneficio purché non si abbia un ISEE che supera i 5000 euro e a completa ed arbitraria discrezione dell′assistente sociale , che poverina con gli esigui fondi a disposizione poco potrà!
Ma c′è sempre una soluzione! Per le famiglie in difficoltà che non possono pagare una badante si aprono le porte delle residenze più o meno assistite. Per relegare i propri cari in questi posti i costi a questo punto non sono più un problema!
Non ci sono i soldi per gli assegni di cura ma per integrare le rette degli ospizi si !!
L′importo medio di un assegno di cura alle famiglie in Italia si aggira intorno ai 500 euro con punte di 1900 in Trentino, l′integrazione delle rette delle residenze comporta esborsi mensili, che solo per la parte di pertinenza dello Stato, vanno ben oltre i 1500 euro al mese, fino ad arrivare in alcuni casi a 9000 euro al mese.
La Toscana ha escluso completamente l′assegno di cura tra gli strumenti previsti dal fondo regionale per la non autosufficienza. La cronaca quotidiana riporta casi di maltrattamenti ed abbandono di poveri anziani e disabili in strutture non idonee o senza riscaldamento, l′episodio di Vaglia è, vicino Firenze, insegna. Decine di anziani al freddo con temperature esterne fino a -5.
Non più tardi di qualche giorno fa a Tarano, vicino Rieti ,è stata sequestrata una casa di riposo dove gli anziani venivano legati a delle brandine sistemate in un sotto tetto, malnutriti e curati con farmaci scaduti.
Quanto dovremo attendere prima di ottenere la censura o almeno la condanna morale dei nostri cari amministratori per scelte così inopportune e disumane?
Rita Sabbatini
PER APPROFONDIRE:
Legge Regionale n. 24 del 2004
Legge Regionale n. 9 del 2008
Legge Regionale n.28 del 2007
TOSCANA: NIENTE ASSEGNO DI CURA NEL FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA
La regione Toscana ha deliberato l′ erogazione di un assegno di cura a favore delle famiglie che si occupano direttamente dei propri congiunti malati di sla.
Scelta giusta e mi auguro di rapida attuazione, ma tutti gli altri ?
Le decine di migliaia di non autosufficienti della Toscana sia anziani che giovani sono forse meno degni di tutela? Ovviamente la risposta e′ no! Ma evidentemente la Regione Toscana non condivide. L′assegno di cura e′ uno strumento di supporto alle famiglie che ospitano persone non autonome, consente di consegure il benessere del disabile e risparmi straordinari per lo Stato e Regione. Nelle strutture di ricovero e cura i costi per un non autosufficiente in condizioni di media gravita′ sfiorano i 2500 euro mensili, la regione contribuisce in media con 1400-1500 euro al mese. Un malato di sla in residenza puo′ costare fino a 300 al giorno. Un assegno di cura di 500 euro, in aggiunta all′ indennita′ d′accompagnamento, riesce ad ottenere l′obbiettivo dell′ assistenza al proprio domicilio. L′assistenza domiciliare puo′ assere svolta a prescindere dal supporto di una badante. Le altre regione offrono alle famiglie cifre che variano dai 1800 euro al mese del Trentino, ai 550 dell′ Emilia, Veneto, Puglia ma l′elenco potrebbe continuare. La Regione Umbria invece ha addirittura abrogato la legge sull′assegno di cura. La Toscana ha escluso l′assegno di cura tra gli strumenti di supporto dei disabili e delle loro famiglie, la legge istitutiva del fondo per la non autosufficienza non ne fa menzione. Auspichiamo che l′intervento a favore dei malati di sla rappresenti un precedente significativo. Conseguire risparmi e migliorare la qualita′ di vita di una persona non autosufficiente sono due obbiettivi pienamente consegubili, l′assegno di cura e′ lo strumento piu′ idoneo, rinchiudere i disabili sia giovani che anziani in residenze e ospizi incide negativamente anche sull′ aspettativa di vita. L′Umbria al momento sembra aver dimenticato i malati di sla, non e′ previsto nemmeno per loro nessun assegno di cura, forse si teme un precedente.....
BOSI DOMENICO
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