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Inchiesta della Rai: l′esternalizzazione non conviene

i lavoratori fantasma fuori del sant′andrea, a roma, protestano contro il loro stato di precarietàIn un servizio andato in onda ieri sera su Rai Tre, il settimanale d′informazione Report giunge a conclusioni inquietanti: nella Regione Lazio infermieri, centralinisti, archivisti, impiegati delle maggiori aziende ospedaliere "sono diventati tutti lavoratori co.co.co, a progetto, interinali, noleggiati a ore, esternalizzati".
 
Secondo i giornalisti Michele Buono e Piero Riccardi i nuovi precari sono i lavoratori delle centinaia di cooperative che forniscono i servizi agli ospedali di Roma, Sant′Andrea e Umberto I sopra tutti. "Lavoratori pagati trecento, cinquecento, o se sono fortunati, ottocento euro al mese.
 
milena gabanelli, direttrice di reportE senza avere diritto alle ferie, ai giorni di malattia, e neppure alla pensione". Il ragionamento dell′inchiesta diretta da Milena Gabanelli è il seguente. Le cooperative forniscono manodopera agli ospedali a 4.248 euro per addetto al mese. Ma alla cooperativa questa manodopera costa al massimo 2.400 euro al mese.
 
Ben 1.848 euro di guadagno per addetto, al mese. Moltiplicatelo per 12 mesi l′anno, per centinaia anzi migliaia di addetti, e vedete voi quanto si risparmierebbe se tutti questi lavoratori fossero assunti direttamente dalle Asl. E allora perché ci si ostina ad esternalizzare? Chi ci guadagna? I conti li fa il giornalista con l′aiuto - dice - di un commercialista. Quel che si vede è che il foglio excel è un ciclinprop dei Cobas.
 
Conclusioni di Report: ci guadagnano le cooperative rosse bianche e blu che sfruttano la povera gente. La Regione Lazio, la più indebitata di tutte, non può ribellarsi al loro strapotere. Lo ammetterebbe la voce fuori campo dello stesso Assessore alla sanità Augusto Battaglia, in un filmato "rapito" a sua insaputa che nemmeno Striscia la notizia.
 
Inquietante, si è detto. Ma ci si riferiva all′assoluta superficialità con la quale il tema è stato trattato. Le premesse che sono alla base del lungo sillogismo dei giornalisti di Report incorrono in errori di calcolo elementari. Si confonde la retribuzione oraria lorda del lavoratore con il costo del lavoro per l′impresa, non si prendono in considerazione ratei essenziali, come la tredicesima e il Tfr, si dimenticano le indennità di turno per il lavoro festivo e notturno, non si considera che una percentuale del lavoro pagato, corrispondente circa al 20% del totale, è improduttivo.
 
E ancora: non si considerano gli oneri aggiuntivi di gestione. Quelli amministrativi: i costi di selezione del personale, la formazione, i permessi sindacali, la sicurezza sui luoghi di lavoro. Neanche un cenno agli oneri finanziari: la Regione Lazio paga le fatture mediamente a due anni dalla loro emissione. Infine, si considera l′utile conseguito dalle cooperative un furto ai danni dello Stato. Con premesse del genere, tutto il ragionamento successivo si dimostra autenticamente forzato. Demoralizzante.
 
La Legacoop replica con una difesa d′ufficio, scontata, debole, laconica. "Le tantissime cooperative, sociali e di servizi aderenti a Legacoop - si legge in un comunicato stampa -, gestiscono i servizi affidati dalle pubbliche amministrazioni sulla base di procedure trasparenti di appalto, assumendone la completa responsabilità imprenditoriale. Di tale responsabilità fa parte il rispetto totale della legislazione del lavoro e degli obblighi contrattuali. Non è un caso, del resto, che Legacoop si sta battendo, da oltre due anni, per il superamento totale del regime di salario convenzionale in questo settore".
 

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