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Lazio - Servizi sociali, la nuova legge passa in giunta



Venerdì la giunta della Regione Lazio ha approvato il testo della proposta di legge che riordina i servizi sociali. L′annuncio è stato dato da Aldo Forte, assessore al ramo in quota Udc, che non ha nascosto la sua soddisfazione. «È una legge attesa da 16 anni, che ci farà passare da un sistema di beneficenza a una rete sociale di valorizzazione delle professionalità e delle risorse – ha dichiarato. – Un modello organizzativo nuovo per erogare gli interventi sociali».

La presidente Renata Polverini, ugualmente soddisfatta, prevede che il testo definitivo verrà approvato dal consiglio regionale dopo l′estate. «Prima siamo impegnati nell′approvazione di altre leggi», ha detto ai giornalisti durante la presentazione del nuovo piano famiglia. Prima del dibattito e della discussione in sede consiliare, Forte ha promesso un confronto sul territorio con i cittadini e i soggetti interessati, auspicando di avviare il nuovo sistema di programmazione dal 2012.

Ma quali sono le novità essenziali della proposta di legge? L′assessore le ha illustrate in un comunicato stampa: gli ambiti territoriali passeranno da 55 a dodici (quante sono le Asl), i comuni dovranno costituire nuovi consorzi (detti Oasi) e si introdurrà il cosiddetto quoziente Lazio per stabilire le quote di compartecipazione degli utenti alle spese.



I nuovi ambiti territoriali (Ato). La programmazione, la gestione ed il monitoraggio dei servizi sociali avverà su un ambito diverso dal distretto: si chiamerà Ato (Ambito territoriale ottimale) e coinciderà con il territorio delle Aziende sanitarie locali. «Potremmo parlare di un′Asl del sociale - ha detto Forte -, un soggetto più forte e stabile, in grado di relazionarsi alla pari con l’Asl e capace di garantire l’integrazione tra i servizi sociali e quelli sanitari. Il ruolo dei 55 distretti, dunque, verrà raccolto e rilanciato dai nuovi organismi formati sulla base dell′associazione obbligatoria attraverso convenzioni tra i comuni dell’Ato».

Le Oasi. Saranno le Oasi (Organismi per le azioni sociali integrate), cioè dei veri e propri consorzi intercomunali che avranno personalità giuridica ed autonomia patrimoniale, a gestire le politiche sociali. Avranno organi politici: la conferenza dei sindaci ed il comitato direttivo, entrambi presieduti da un sindaco eletto democraticamente dai comuni. L′operatività dell′Oasi sarà invece portata avanti dalla tecnostruttura, a capo della quale ci sarà il direttore generale, di diretta nomina regionale. Come le Asl, per l′appunto. Norma, questa, sulla quale il confronto con i comuni sarà probabilmente acceso.

Stretta sui conti. Forte ha annunciato anche una prossima revisione delle tariffe degli asili nido, subito dopo sarà la volta delle residenze sanitarie assistite e poi del trasporto pubblico. Gli utenti comparteciperanno ai costi dei servizi, sulla base del reddito calcolato con un il quoziente Lazio. «L′istituto - continua Forte - è molto simile al quoziente familiare. Serve a modulare la compartecipazione alla spesa dei servizi sociali, non solo in funzione della condizione economica, o di quanto si guadagna, ma anche se nel nucleo familiare sono presenti minori a carico, disabili o anziani da accudire».

Al centro della prima foto, tratta da © Flickr, l′assessore regionale alle politiche sociali Aldo Forte. Nella seconda foto, tratta da © Il Messaggero, la governatrice del Lazio Renata Polverini.

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