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Lazio - «Clandestini a 18 anni? Grande ingiustizia»

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Il Consiglio regionale del Lazio ha promosso una proposta di legge nazionale che interviene sul testo unico in materia di immigrazione e condizione dello straniero (decreto legislativo 286/98).

Tale proposta di legge nazionale, di iniziativa regionale, colma un vuoto giuridico che penalizza quei ragazzi stranieri nati in Italia e presenti sul nostro territorio ininterrottamente, che al compimento della maggiore età, diventano irregolari. Si tratta in particolare dei ragazzi figli di Rom, di apolidi, o minori stranieri soli, spesso ospiti di case famiglia o di comunità, per i quali la normativa nazionale non prevede né la possibilità di studiare, né la possibilità di lavorare con un permesso di soggiorno specifico.

Questi ragazzi, che hanno ricevuto una formazione culturale, educativa e professionale nel nostro paese, al compimento dei 18 anni si vengono a trovare nella condizione di immigrati clandestini e, pertanto, quando vengono fermati dalle forze dell′ordine sono condotti nei centri di identificazione, in una prospettiva di rimpatrio impossibile.

La proposta della Regione Lazio, prevede la possibilità, per gli stranieri nati in Italia e che dimostrino una permanenza continua nel nostro paese negli ultimi dieci anni, di chiedere il permesso di soggiorno per motivi di studio e di accesso al lavoro.

Si tratta, dunque, di un′iniziativa di grandissimo interesse e lungamente attesa perché va a colmare una carenza normativa  e a  uniformare la legislazione italiana a quella degli altri paesi europei, oltre ad indicare al Parlamento Nazionale una strada da seguire su un terreno che prima che essere oggetto di scontro politico è di natura etica e morale.

M.S.


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